2 sfigheitz
Sunday, December 23, 2007
Friday, December 21, 2007
Books
Probabilmente non è una cosa che può essere molto interessante, ma ho creato un link in cui ho elencato gran parte dei libri che ho
letto da un po' di anni a questa parte. Magari qualcuno può trovare uno spunto per una nuova lettura, e puo lasciare commenti
o domande.
Potete trovare la pagina cliccando
letto da un po' di anni a questa parte. Magari qualcuno può trovare uno spunto per una nuova lettura, e puo lasciare commenti
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QUI
Thursday, December 20, 2007
PARIGI 17-12-2007
Splendida avventura quella di Parigi!
Sveglia: ore 5,20; 0°C. Io e il bruce-brother Pusa ci dirigiamo a Orio al Serio, dove facciamo check-in e una breve colazione. La situazione non e' delle migliori: non abbiamo prenotato un albergo, l'aereoporto Beauvais dista da Parigi 80 km, dovremo essere li entro le 7 del giorno dopo, quando le metropolitane sono ancora chiuse... siamo un po' spaventati da quello che ci capitera'...
Alle 8,00 ci imbarchiamo, e vediamo davanti a noi i grandiosi F. Dacri & Co. (cantautore, ndr.). L'aereo parte puntuale, volo tutto bene, atterriamo a Beauvais dopo circa un'ora; cielo coperto, temperatura -2°C. Incontriamo due ragazzi gentilissimi, Diego e Paola (nome di fantasia, ndr), che sono disposti a fare il viaggio di andata con noi, se noleggiamo una macchina: ci dirigiamo all'agenzia Avis per noleggiare una misera Twingo, ma non ne hanno piu a disposizione. Eravamo gia pronti a farci spennare dalla Hertz (200 euro e passa il prezzo) quando vedo Pusa agitatissimo che urla di avere trovato un'occasione imperdibile. Un baracchino che non avevamo preso in considerazione noleggia a 60 euro una macchina bella e spaziosa: occasione da non perdere!!! Senza neanche pensare Pusa firma tutto, e si fa bloccare 600 euro come caparra; peccato che non gli diano una copia del contratto. Per tutta la giornata il suo unico pensiero sara': "non mi avranno fregato i soldi??"
In ogni caso, dopo 1,30 h arriviamo a Paris, lasciamo giu i ns amici, e andiamo verso il centro x cercare un parcheggio; dopo 30 min. a girovagare nel quartiere a luci rosse,

ci accorgiamo che e' meglio parcheggiare all'esterno....
Insomma, alle due siamo finalmente a girovagare nel quartiere latino. Visitiamo un po' il centro, entriamo a Notre Dame, e ci dirigiamo verso Mariage Freres, il negozio - sala da te' piu famoso di Parigi

Sostiamo per 3 quarti d'ora davanti al miglior te che abbia mai assaggiato, e poi andiamo a fare un giro ai Champs-Élysées.
Dopodiche' e' giunta l'ORA: pigliamo la macchina e andiamo al Bercy, dove ci aspetta Bruce.
Inizia prima del solito, cogliendoci alla sprovvista. Una forma smagliante , grinta, energia da vendere. Aggiungi una setlist da paura, con chicche come jungleland, Because the night, The river, No surrender, Waitin'...incredibile!
Ma il bello arriva alla fine: ultima canzone terminata, noi gridiamo a squarciagola "Santa Claus! Santa Claus!"
E cosa fa il buon bruce? Si fa dare dalla gente nel pubblico i cappellini da babbo natale, ne consegna uno per uno ai componenti della band, lui si mette quello piu chic, e intona la canzone da tutti attesa. Non ci credete? Ecco il video!
Amazing!
Finito il concerto, avanziamo un po' e guardiamo giu dalla transenna: Bruce e' li che sta parlando! Allora lo salutiamo, si volta verso di noi e ricambia.
Bellissimo. Dopo un kebab andiamo in macchina a visitare la Torre Eiffel, e ritorniamo in aereoporto: inizia la sofferenza.
Dormiamo in macchina rischiando il congelamento, -5 °C.
Alla mattina siamo degli zombie, ma va bene cosi!
Prendiamo il nostro aereo e torniamo a casa soddisfatti.
Fino al 25 giugno sono a posto.
A BREVE LE NOSTRE FOTO.
Saturday, December 15, 2007
Little Miss Sunshine

Ieri sera ho visto questo film che mi è stato consigliato da Pusa;
una breve recensione tratta dal sito che potete trovare nei links.
Negli Stati Uniti “Little Miss Sunshine”, nonostante sia un piccolo film indipendente con un cast tutto sommato poco pretenzioso, ha riscosso il tipico successo dovuto a un incessante passaparola, intelligentemente alimentato da una serie di servizi dei media. La storia che ha suscitato questo interesse diffuso è quella di una famiglia i cui problemi sono tutt’altro che risolti: il padre ha mollato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno all’attività di scrittore e formatore, a partire dal suo manuale “I nove passi del successo”. Purtroppo il suo libro, nonostante le premesse e le promesse, è ben lungi dal trovare un editore. La madre è costretta al capezzale del fratello, massimo studioso di Proust, ma tentato suicida per questioni di cuore. Il nonno paterno, che vive in casa, è un brontolone col vizietto di sniffare coca. Dei due figli, il maggiore da un anno non rivolge più la parola a nessuno e si esprime solo scrivendo, mentre (vivaddio!) la sorellina è vivace e sprizza ottimismo come ci si aspetta che facciano tutte le bambine della sua età. Quando quest’ultima esprime il desiderio di partecipare a un concorso di bellezza per bambine, tutta la famiglia si imbarca su un vecchio pulmino Wolkswagen e parte alla volta del lontano albergo che ospita l’evento. Naturalmente, ogni tipo di vicissitudine colpirà la famiglia, i cui componenti sono i primi a rendersi conto di appartenere alla categoria dei “losers”, i “perdenti”, la parola che più di ogni altra terrorizza chi insegue il sogno americano e sembra che tutto congiuri contro i sogni e i progetti di ognuno. Ma proprio nelle disgrazie (divertenti senza dubbio, ma mai fantozziane) ognuno riscoprirà la possibilità di essere amato. Mischiando il “road movie” (con quel pizzico di ribellione anni ’60 che suggerisce un Wolksvagen color banana) con la commedia umana, “Little Miss Sunshine” parla di gente che si perde e si ritrova, magari non come si sarebbe aspettata, ma accettandosi per quello che si è.
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