Wednesday, December 31, 2008

Buon Anno




Herrscher des Himmels, erhöre das Lallen,
Ruler of heaven, hear our inarticulate speech,
Laß dir die matten Gesänge gefallen,
let our faint songs please you,
Wenn dich dein Zion mit Psalmen erhöht!
when your Zion exalts you with psalms!
Höre der Herzen frohlockendes Preisen,
Hear the exultant praise of our hearts,
Wenn wir dir itzo die Ehrfurcht erweisen,
as we show our reverence for you
Weil unsre Wohlfahrt befestiget steht!
since our welfare is made sure!

Thursday, December 18, 2008

Coro S. Cecilia Concorezzo

Regalino di Natale:

Potete scaricare QUI un file .zip contenente 6 brani eseguiti dalla Schola Cantorum S. Cecilia di Concorezzo.

Content:

1 Benedictus_Perosi_Coro_S_Cecilia.mp3
2 Magnificat_Coro_S_Cecilia.mp3
3 In_Monte_Oliveti_Coro_S_Cecilia.mp3
4 Jubilate_Deum_Coro_S_Cecilia.mp3
5 Oculi_Omnium_Coro_S_Cecilia.mp3
6 O_Sacrum_Convivium_Molfino_Coro_S_Cecilia.mp3


Enjoy listening!

http://www.settemuse.it/costume/foto_costume/natale_1.jpg

Friday, December 12, 2008

Kabusecha sencha

Finally, the kabusecha sencha has arrived!!!
The package is quite cool, as you can see from the picture.
As I promised, I will do a brief review of this great tea.



















Tea: Kabusecha
Vendor: O-Cha
Price: $18.95/ 100g
Source: Shizuoka, Japan
Vendor description: From the 2008 harvest. Kabusecha is grown in the shade for 14~20 days before harvest under 45% shade, giving it characteristics of both sencha and gyokuro. A sweeter, less astringent taste than regular sencha, it is a lovely green color with a clear, not-so-cloudy liquid. Brew as you would for sencha, not gyokuro.

The leaf are not that broken, if compared with, e.g., a Fukamushi. A light and delicate smell arises when opening the tea-canister.











1st Infusion Parameters:
5g, ~80°C, 60s

1st Infusion: The first infusion had a pale and delicate green color to it. It had a light flavored aroma to it, with slight notes of grassyness. It reminds of both the typical flavours of gyokuro and sencha. The taste is absolutely similar to gyokuro; it remains in your mouth for several minutes.
















2nd Infusion Parameters: 145F, 15s
2nd Infusion:The second steep is definitely more satisfying, with a brighter green color and a more intense flavor. It becomes easyer to distinguish its mellow sweetness, and the complexity of flavors characterizing this wonderful tea.

3rd Infusion: The flavour is less intense than before, but it is worth do steep this tea three times.




Rating: 9/10

Conclusion and overall impressions:
This is a very unusual tea. It is a well-balanced mix of gyokuro and sencha. The aroma is light, sweet, and not astringent. It was a great novelty for me, and I am enthusiast of it. Its price is not too high considered the quality, so that it can be considered as an everyday green tea; you will not feel guilty every time you'll drink it (as it may happen dealing with more expensive teas).
Worth to try it!

Sunday, December 07, 2008

Vita e destino






Inserisci link






E' uscita in questi giorni la nuova edizione Adelphi di Vita e destino di Vasilji Grossman. Potete leggerne una bella recensione qui.


"Vasilji Grossman è nel novero dei grandi scrittori come George Orwell e Aleksander Solzenytsin che non si sono limitati a denunciare la micidiale miscela di menzogna e di violenza che ha alimentato il sistema sovietico, ma hanno puntato lo sguardo sull’uomo e sul suo dono più prezioso: l’intima libertà di scegliere a chi appartenere. Mentre le case di Stalingrado crollano sotto i bombardamenti, Vita e destino ci dà conto di un conflitto più decisivo e profondo nel luogo interiore che anche il più feroce dei leviatani può solo insidiare, ma mai togliere del tutto all’uomo.
[...]
Il romanzo è attraversato dall’inizio alla fine dall’indicibile energia che consente alla vita di essere irriducibile anche nelle peggiori circostanze storiche, quando la morte è padrona della scena"

Friday, December 05, 2008

3 date in Italia

Le prime indiscrezioni dicono che in italia ci saranno ben 3 date:

02/03/2009 Bologna (ITA), Palamalaguti
04/03/2009 Milano (ITA), Datchforum
05/03/2009 Milano (ITA), Datchforum

Sara' vero'?

Monday, December 01, 2008

Recensione: "Quel Piccolo Uomo"

Titolo: Quel Piccolo Uomo
Autore: Valera Marco
Edizioni: Buzzetti
Anno: ????

Siamo di fronte ad uno di quei racconti difficili da dimenticare, che ti rimangono dentro per molto tempo.
Quel piccolo uomo, mai nominato altrimenti, vive in una piccola isola dove, apparentemente, la vita è monotona e noiosa. Niente cambia, rimangono solo le vecchie abitudini. Finchè la sua vita non viene sconvolta da tanti piccoli incontri che cambieranno in suo modo di vedere le cose, spalancandolo alla realtà.
Il cavaliere Ermanno, la principessa Lie, il marinaio Egidio, un girovago dello spazio, sono alcune tra le presenze che lo trasformeranno, gli insegneranno a vivere, a guardare dentro e fuori di se in un modo nuovo, inatteso.
Cos'è la vita, la paura, lo stupore? Questo è il livello delle domande con cui si confronta quel piccolo uomo, e che sempre piu prepotentemente lo coinvolgono fino al punto che...

"E' proprio questo il mistero della vita, una grande mano che ti sceglie [...] ti guida nel tuo splendore e ti porta via con se per formare una splendida collana di stelle."

Una sorta di Piccolo Principe al contrario, un suo capovolgimento, dove il protagonista riesce a incontrare mondi differenti pur rimanendo nella sua piccola isola, senza bisogno di vagare per lo spazio.
Scritta in modo magistrale dall'emergente Marco Valera, autore da tenere d'occhio, una storia senza età che accontenterà le esigenze di piccoli e adulti.
Da leggere.

Saturday, November 29, 2008

The Wrestler

Se cliccate QUI potete scaricate "The Wrestler", la bonus track che uscirà in WOAD. Un brano stupendo, la perla che ogni tanto bruce regala al pubblico come era successo per Terry's song, ghost track di magic.

E' la canzone che ha accompagnato l'omonimo film che ha vinto Cannes, se non sbaglio, e che con ogni probabilità fara vincere al Bruce il suo 2 oscar...
Inserisci link

Friday, November 28, 2008

...mentre QUI potete ascoltare un pezzo del secondo singolo, My Lucky Day.
E' durissima, ma io sto resistendo per godermi tutto l'album quando esce; comunque se continua cosi me lo ascolto anch'io.

Monday, November 24, 2008

WOAD

Clicca QUI per ascoltare Working on a Dream in anteprima!








Toluna.com - Get free polls, widgets, opinions and earn points!

Friday, November 21, 2008

Green time








Uji gyokuro + Tokoname teapot

Tuesday, November 18, 2008

UFFICIALE:
Nuovo album di Bruce Springsteen & the E-StreetBand


FOR IMMEDIATE RELEASE

November 17, 2008 Printable Version


Bruce Springsteen' s 'Working On A Dream' Set For January 27 Release
On Columbia Records


Bruce Springsteen' s new album 'Working on a Dream' has been set for
January 27 release on Columbia Records. 'Working on a Dream' was
recorded with the E Street Band and features twelve new Springsteen
compositions plus two bonus tracks. It is the fourth collaboration
between Springsteen and Brendan O'Brien, who produced and mixed the
album.

'Working on a Dream' Song Titles:

1. Outlaw Pete
2. My Lucky Day
3. Working On a Dream
4. Queen of the Supermarket
5. What Love Can Do
6. This Life
7. Good Eye
8. Tomorrow Never Knows
9. Life Itself
10. Kingdom of Days
11. Surprise, Surprise
12. The Last Carnival

Bonus tracks:
The Wrestler
A Night with the Jersey Devil

Bruce Springsteen said, "Towards the end of recording 'Magic,'
excited by the return to pop production sounds, I continued writing.
When my friend producer Brendan O'Brien heard the new songs, he
said, 'Let's keep going.' Over the course of the next year, that's
just what we did, recording with the E Street Band during the breaks
on last year's tour. I hope 'Working on a Dream' has caught the
energy of the band fresh off the road from some of the most exciting
shows we've ever done. All the songs were written quickly, we usually
used one of our first few takes, and we all had a blast making this
one from beginning to end."



'Working on a Dream' is Bruce Springsteen' s twenty-fourth album and
was recorded and mixed at Southern Tracks in Atlanta, GA with
additional recording in New York City, Los Angeles, and New Jersey.

Saturday, November 15, 2008

Springsteen + Vedder

on "Better Man"

Wednesday, November 05, 2008

La lingua segreta o l’utopia?

Un po' lungo, ma bello (da Bombacarta.com):

L’intervento di Andrea Monda all’ultima Officina di BombaCarta ispirata dall’opera di Walt Whitman ha evidenziato due culture antitetiche e inconciliabili tuttora radicalmente in conflitto. Da una parte quella di chi, come il poeta di “Foglie d’erba”, si muove nel mondo cogliendo l’unicità e l’intima bellezza di ogni essere animato o inanimato. Il poeta ne trae un canto di lode alla vita, la sua parola è una risposta libera e imprevedibile al soffio vitale percepito in ogni cosa creata, alla lingua segreta a cui accenna Baudelaire nella poesia Elévation (Colui che sulla vita / plana e, sicuro, intende la segreta / lingua dei fiori e delle cose mute). L’altra cultura è quella di chi non sa trovare nulla di bello e di significativo nel mondo che lo circonda e preferisce rincorrere un’immagine ideale, possibilmente quella di una società nuova, un’utopia che, come ha ampiamente dimostrato la tragica storia del ‘900, non si fa mai concreta, ma resta illusione, chimera, incubatore di frustrazioni, recriminazioni, rigurgiti moralistici, terrore. La parola del poeta non si radica nella realtà ma ricalca lo schematismo intellettuale di un’astrazione, rinuncia alla libertà della sua espressione creativa per assoggettarsi a un complesso di idee scaturite da un pensiero filosofico e politico. Come il poeta russo Majakovskij che Borges annovera (ma solo per lo stile) tra gli emuli di Whitman (Ecco Lenin, / ecco la bara sulle spalle curvate. / Egli era un uomo umano per ogni vena. / Portate la bare e struggetevi d’angoscia, uomini!).

Che quest’ultimo modo di guardare alla realtà nasca da una mancata esperienza della bellezza? Da dove nasce un’ignoranza così grave? Lo scrittore Clive Staple Lewis racconta come l’assenza di bellezza fosse stata “caratteristica” della sua infanzia. Ne era priva tanto la sua casa quanto la formazione che gli veniva impartita, ma improvvisamente l’autore de Le cronache di Narnia fa questo incontro, vive un’esperienza estetica che lascia un segno nel suo modo di percepire il mondo e la letteratura (Io e mio fratello disegnavamo, ma in nessuno dei nostri disegni si nota una sola linea tracciata in obbedienza a un’idea di bellezza. Nessuno dei quadri appesi alle pareti della casa paterna attrasse mai la nostra attenzione e del resto nessuno lo meritava. Non vedemmo mai un bell’edificio e neppure ci passò mai dalla testa che un edificio potesse essere bello. Un giorno mio fratello portò nella nostra stanza il coperchio di una scatola di biscotti che aveva ricoperto di muschio e ornato di fiori e di ramoscelli per dare l’idea di un giardino o di una foresta giocattolo. Fu la prima cosa bella che abbia mai visto).

Io non ricordo quale sia stata la mia prima esperienza estetica importante, ma sono molto grato a un certo professore di lettere del liceo per avermi fatto sentire la vita in alcune poesie e prose, anche quando la realtà rappresentata dagli autori era drammatica, tormentata, peccaminosa. La letteratura mi veniva offerta come un cuore caldo e pulsante da tenere in mano. Sono stato fortunato ad averlo come maestro per due anni perché altri professori, come spesso accade nella scuola e nella critica letteraria italiana, mi hanno consegnato una materia inerte, un oggetto inanimato e privo di vita a cui applicare un metodo di conoscenza razionale teso a individuare le implicazioni della scrittura con il contesto sociale e culturale dell’autore. Questo lavoro di analisi del testo, paragonabile all’autopsia di un cadavere, in fondo aveva l’obiettivo di misurare con un metro morale (e non estetico) la prossimità o la distanza del pensiero dell’autore dall’utopia della società ideale senza l’avvento della quale il mondo è inesorabilmente sempre brutto, sporco e cattivo. Ricordo un grande senso di estraneità e di pesantezza che oggi ritrovo ogni volta che un libro mi racconta l’orrore e i vizi del nostro tempo senza penetrare nel mistero del male (quello veramente mi appassiona perché mi riguarda). Non c’è spazio per il mistero perché c’è una certezza che elimina ab origine ogni ambiguità in cui il lettore possa ritrovare le contraddizioni roventi della propria anima ovvero l’utopia che lo scrittore loda, seppur indirettamente, nel rappresentare persone e situazioni nemiche di questa alta idea di società immaginaria. Oggi non si predica una “letteratura impegnata” come ai tempi di Jean-Paul Sartre, ma si grida evviva il noir, evviva il teatro civile, evviva il racconto di denuncia sociale, evviva il libro che fa esplodere una tematica politica e sociale, evviva il libro che ci fa sussultare di sdegno. E il lettore viene dolcemente portato nel mar morto di un conformismo culturale dove ciò che conta è condividere la medesima opinione sul mondo, la stessa incontrovertibile idea, la medesima idolatrica coerenza ideologica, lo stesso nemico da combattere. Avere le idee giuste conta più di un confronto vivo e aperto con la realtà perché pare che questa non abbia nulla di rilevante e di bello finché non si avvera il sogno di un mondo diverso. Ma, allora, come può uno scrittore cantare la vita con l’entusiasmo di Walt Whitman? Come può uno scrittore lasciarsi sorprendere da una realtà che non può richiudere in un concetto, ma semmai ascoltare e attendere? Come può liberarsi dei ceppi dell’utopia quando quando questo vincolo aprioristico alla sua scrittura gli è necessario per essere capito, accolto ed eventualmente acclamato? Il povero lettore, a sua volta, è invitato a conoscere e capire i risvolti sociologici dei temi affrontati dall’autore, ma non trova nel testo un luogo in cui ritrovare le contraddizioni e le domande che riguardano il senso della sua storia, il destino di perdizione o di salvezza della sua persona a prescindere dalle sorti dell’assetto politico e sociale del paese in cui vive.

Quanto è distante Whitman da tutto questo! Whitman ascolta, ode il canto degli uomini e delle cose, ne rimane affascinato e meravigliato (Odo l’America cantare, odo i suoi inni variati), ne coglie l’inesauribile potenza sorgiva e creativa. Egli non appiattisce la sua percezione della vita ad una comprensione (nel senso proprio di “contenere in se” e di “intendere appieno”) meramente razionale che nega l’unicità a favore della classificazione e della tipizzazione di persone o cose. La sua letteratura vede ed esprime una realtà contingente che in ogni suo atomo è in grado di rivelare l’eterno. Ma oggi come è possibile ascoltare questa “lingua segreta”? Già agli inizi del ‘900 il poeta Clemente Rebora, molto perplesso di fronte al mito della modernità e a una concezione dell’arte prestata alla politica per la costruzione di un ordine e di una società nuova, si chiedeva chi fosse ancora in grado di cogliere questa voce che rivela la presenza del miracolo e della bellezza in ogni cosa creata (Chi può la voce ascoltare / Del prodigioso essere / E propiziar le cose?).

Oggi chi crede che anche la più piccola realtà sia un prodigio (ancora Whitman: Quali prodigi trascorrono! Quali suoni e visioni! Quanti infiniti anelli, uno all’altro agganciato, ciascuno assecondando il tutto, ciascuno dividendo la terra con tutti) è un “partigiano dell’infinito” (prendo in prestito questa espressione da Giovanni Lindo Ferretti, un artista che, dopo tanti anni di creatività militante in nome dell’utopia egualitaria, ha scelto la bellezza attinta nell’ascolto della natura, nella riscoperta delle tradizioni contadine e nella pratica della preghiera) che, tra frequenze disturbate, cerca di cogliere i messaggi in codice di quella radio clandestina che ormai è diventata la realtà. La sua lotta consiste nel ricreare continuamente le condizioni per captare il segnale, nel far penetrare la “voce del prodigioso essere” nella disarmonia della frenesia multimediale e del vuoto esistenziale a cui si è tentati di fuggire attraverso il mischiarsi nella folla e il godimento di piaceri che non soddisfano mai fino in fondo (ancora Rebora: Rumina l’ozio, aduna i suoi cocci / Nel simular delle sale, / E stanco infogna giù piaceri e sonni). Ma il segnale è disturbato anche da una letteratura che si legittima per la cinica rappresentazione della società, che opta per la denuncia e l’indignazione al posto dello stupore e della lode, senza sapere che la bellezza comunque vive anche nelle condizioni peggiori (come testimoniano molti racconti di sopravvissuti ai lager); una letteratura che genera un’omologazione impressionante che è allo stesso tempo punto di partenza e di arrivo, utile allo scrittore per avere successo e al lettore per essere inserito nella conversazioni che si tengono “nel simular delle sale”, ma che non consentono l’apertura del diaframma e soprattutto della pupilla (ancora Whitman: Dentro di me la latitudine s’allarga, la longitudine s’allunga). Perché l’esigenza di vedere nel profondo lo scorrere dei propri giorni è più personale, urgente e decisiva del bisogno di partecipare, assistendo passivamente allo spettacolo già visto della critica sociale, alla costruzione di una società ideale (c’è poi il paradosso che in molti dei nostri scrittori più in voga si fermano alla pars destruens di questo processo). Lo sapeva la scrittrice Ingeborg Bachmann che, dopo aver tentato di coniugare utopia e letteratura (Max Frisch, il suo compagno dal 1958 al 1963, scriveva: quello che la nostra letteratura produce è una professione al cordoglio, è l’invito a protestare. La letteratura - implicitamente - produce l’utopia che l’uomo potrebbe essere diverso. Utopia. Questa è la parola che riporta indietro il mio cane) si è ritrovata sola (come un cane, appunto). Nell’ultima parte della sua vita, in compagnia di un dolore intimo e personale, la scrittrice austriaca ha gridato la necessità di una parola in grado di dare corpo alle istanze profonde della propria storia personale. In poche righe che riconoscono il potere salvifico del dolore e, quindi, la schiacciante superiorità della pulsante concretezza vita su qualsiasi secca astrazione (per quanto intellettualmente seducente), ha invocato una letteratura in grado di lasciarci finalmente vedere cosa la vita ha realmente in serbo per ognuno di noi: Tutti vogliamo diventare vedenti. E solo quel dolore nascosto ci fa sensibili all’esperienza e soprattutto all’esperienza della verità. Quando siamo in questo stato in cui il dolore diventa fertile, stato che è insieme chiaro e triste, noi diciamo, molto semplicemente, ma a ragione: mi si sono aperti gli occhi. E non lo diciamo perché abbiamo davvero percepito esteriormente un oggetto o un avvenimento, ma proprio perché comprendiamo ciò che non possiamo vedere. E l’arte dovrebbe portare a questo: far sì che, in tal senso, ci si aprano gli occhi.

Monday, November 03, 2008

Sunset limited




La cucina di una casa popolare, un tavolo, due uomini seduti intorno. Uno dei due è bianco, l'altro è nero. Sul tavolo c'è una Bibbia. I due uomini parlano. Non si conoscevano prima di questa mattina, quando il nero ha strappato il bianco alle rotaie del Sunset Limited sotto cui stava per lanciarsi. Ma quello era solo l'inizio. Ora i due devono andare oltre. E così parlano. Dai due lati del tavolo, da prospettive, lingue e colori antitetici, fra picchi di comicità e abissi di disperazione senza contatto possibile oltre all'ingegno folgorante della penna che li ha partoriti.

Un inedito McCarthy che con questo «romanzo in forma drammatica» raggiunge il nucleo pulsante della sua indagine esistenziale. Non ci sono approdi, prese di posizione, risposte. C'è solo una domanda: che cosa ti divide dal tuo Sunset Limited?

cialtrognata










Grazie agli amici cialtroni e a Bomber e Robertone per il 'delizioso' pranzo di ieri.

C.M.

Friday, October 31, 2008

Halloween kitsch

Esattamente un anno fa, avevo documentato il cattivo gusto degli americani nel celebrare la festa di Halloween (da loro (da loro!) giustamente sentita), mostrando come il caro Bruce si era presentato sul palco quel giorno (in una bara, ndr., rubando peraltro a Valera l'idea per l'ingresso del cantabimbo). Vedi per esempio: http://www.youtube.com/watch?v=zRk4iMrsHxs.

Ad un anno di distanza, lo stesso Bruce si ripropone in una uscita singolare, girando persino un intero video in una lugubre ambientazione; nel video, il sopracitato Bruce entra in scena fuoriuscendo letteralmente da una 'palude', ed uscendo nello stesso modo. Canta una canzone creata appositamente per l'occasione,"A Night With The Jersey Devil", e nel sito la introduce dicendo: " Dear Friends and Fans, If you grew up in central or south Jersey, you grew up with the "Jersey Devil." Here's a little musical Halloween treat. Have fun!"

Eccolo:

Monday, October 27, 2008









Ringrazio tutti per la bella festa di laurea di domenica, in particolare gli autori dello spettacolare filmino! Luca,Pusa, Luca C., il grande Tazza, Tano, la Silvia...

Quando lo avrò verrà prontamente pubblicato su questo blog.


Carlo

Tuesday, October 21, 2008

Dry Lightning

I threw my robe on in the morning
Watched the ring on the stove turn to red
Stared hypnotized into a cup of coffee
Pulled on my boots and made the bed

Screen door hangin' off its hinges
Kept bangin' me awake all night
As I look out the window
The only thing in sight

Is dry lightning on the horizon line
Just dry lightning and you on my mind

I chased the heat of her blood
Like it was the holy grail
Descend beautiful spirit
Into the evening pale
Her appaloosa's
Kickin' in the corral smelling rain
There's a low thunder rolling
'Cross the mesquite plain
But there's just dry lightning on the horizon line
It's just dry lightning and you on my mind

I'd drive down to Alvarado street
Where she danced to make ends meet
I'd spend the night over my gin
As she'd talk to her men

Well the piss yellow sun
Comes bringin' up the day
She said "ain't nobody gonna give nobody
What they really need anyway"

Well you get so sick of the fightin'
You lose your fear of the end
But I can't lose your memory
And the sweet smell of your skin
And it's just dry lightning on the horizon line
Just dry lightning and you on my mind



http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/17/Lightning_cloud_to_cloud_(aka).jpg

Friday, October 17, 2008

Racing in Milan

Finalmente, su http://jungleland.dnsalias.com/, il dvd multicam "Racing in Milan", l'atteso filmato del memorabile concerto di questa estate.

Se qualcuno fosse interessato mi faccia sapere!

C.

http://farm4.static.flickr.com/3042/2614616482_fe746bb0b5.jpg?v=0

Thursday, October 09, 2008

Nobel

Tutti si chiedono perché il Nobel per la Fisica 2008 non sia stato assegnato al prof. Nicola Cabibbo, padre riconosciuto delle ricerche che hanno portato Hambu, Kobayashi e Maskawa al Premio. A pensar male, diceva qualcuno, non di rado ci si azzecca: non sarà che il prof. Cabibbo è Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze?

La giuria svedese che assegna il Premio è, del resto, nota per la sua malcelata antipatia nei confronti del «papismo», forse dovuta a un perdurante e antico orizzonte culturale luteran-massonico-politicamente corretto. La sconcertante assegnazione a Dario Fo, qualche anno fa, ne sarebbe uno dei tanti indizi.

Wednesday, October 08, 2008

Test d'arte












Secondo voi, dove si trova questo famoso affresco:

a) Pinacoteca di Brera
b) Santa Maria novella, Fi
c) Porziuncola, Assisi
d) S. Eugenio, Concorezzo
e) in camera mia, Concorezzo

Tuesday, October 07, 2008

something














Dalla mia camera















LA mia camera
















Sulla mia scrivania



Ed infine... un buon matcha nel mio nuovo chawan!

All'OraSiCanta 2008

Cinque anni. Non bazzecole. E All'OraSiCanta rimane sempre lo spettacolo più atteso della festa dell'Oratorio. Ma questa volta c'è qualcosa diverso; è l'ultima. L'ultima serata che corona 5 anni gloriosi, in cui sei universitari hanno saputo (ri-)dare vita ad un evento che adesso è storia, rimane nelle menti e nei cuori di tanti bambini, papà, mamme che lo vedono come una grande occasione per i loro figli.
E che bello sentirsi dire da una mamma, come è successo a me ieri, che ringraziava tantissimo tutti noi perchè il cantabimbo ha permesso a suo figlio di iniziare a sentirsi a casa in questo luogo, il cui primo scopo è l'educazione cristiana dei giovani.
Finale coi botti, si potrebbe dire. Dopo l'esilarante filmato, in cui come sempre fanno cameo molti volti noti dello spettacolo e della società (Simona Ventura, Cino Tortorella, Rudy, La Focaccia di Zarepta, Don Pino, ndr.) si spengono le luci, e inizia una musica dai toni orientali. Il pubblico alza la testa e, oooooohhh, un pappagallo di nome Iago svolazza attorno al campanile ripetendo frasi non bene identificate a riguardo di una lampada. Ma subito una voce cattura l'attenzione del pubblico e, in mezzo a un cupo fumo rosso, si intravede sul palco la temibile figura di Jafar. La comparsa di una scimmia coglie tutti alla sprovvista e, dopo di che, partono le note di un inno trionfale. Dall'ingresso dell'oratorio irrompe una sfilata di bambini, accompagnati da uno svitato genio della lampada e da graziose odalische; l'atmosfera è elettrizzata, il pubblico febbricitante quando, d'improvviso, un suntuoso carro trainato da cavalli di pura razza fa il suo ingresso nel cortile, portando il grande Alì che viene osannato dalla folla.
Una partenza non del tutto convenzionale.
E poi le canzoni. Quest'anno, nonostante le poche prove, i ragazzi sono stati formidabili, facendo imbarazzare una giuria che, sotto la guida del giudice Taddeo, era composta da autorevoli personalità del mondo della musica concorezzese.

Note, risate, musica, lacrime (di gioia), abbracci; ci mancherà il cantabimbo, almeno come lo abbiamo visto fino ad oggi.


Friday, October 03, 2008

LAUREA

Oggi, ore 16,00 circa,

mi laureo in Fisica.

A breve commenti e foto dell'evento.


Ciao

C.M.

Tuesday, September 23, 2008

Varie

Dopo aver completato la stesura della tesi alle 2.00 di ieri notte, finalmente ho un attimo di tempo per aggiornare il blog. Si, il 3 ottobre mi laureo in Fisica, dopo un lavoro di tesi iniziato a gennaio e che mi ha impegnato in una trasferta in Belgio.
Questi giorni mi hanno impegnato così tanto che mi sono pure perso il concerto di Elliott Murphy, cantante newyorkese molto amico di Bruce. A proposito: oggi bruce compie 59 anni, auguri! Mi auguro di arrivarci anch'io in forma come lui (vd. foto). Sembra che in questi giorni sia stato avvistato ad Atlanta, dove solitamente va in sala di registrazione; speriamo bene quindi.


Altro grande avvenimento di settembre è il cantabimbo, che quest'anno vedrà riunita per l'ultima volta la formazione originara: Luca e Pusa (presentatori), Carlo e Fede (direttori), Tadde (giudice) e Ricky (tecnico del suono). Quest'anno grandi sorprese, con un filmino in cui faranno cameo molti volti noti, gente di spettacolo, stilisti, musicisti... Vedremo, come al solito, un grande ingresso in scena e non da ultimo delle belle canzoni perfettamente interpretate dai nostri ragazzi.

Nel frattempo, in questi giorni ho avuto il piacere di ricevere a casa l'ottimo matcha ordinato da Hibiki-an, che mi ha anche gentilmente inviato un sample di Genmaicha matcha-iri (vd. foto), una particolare miscela di Sencha, chicchi di riso tostati, e matcha. L'ho trovato molto bilanciato e rotondo, e colpisce il suo intenso verde smeraldo in tazza.
http://www.hanami-teahaz.hu/img/tea_GenmaichaMatchaIri.jpg

a presto per nuovi aggiornamenti,

stay tuned!

Thursday, September 18, 2008

Un grandioso

Guardate questo fan di Springsteen, ripreso nel parterre durante un suo concerto!

Monday, September 08, 2008

Once

Consiglio la visione di Once, film indipendente irlandese girato con un budget limitato e attori semi-sconosciuti. E' una storia molto semplice, senza effetti speciali, accompagnata da una bella colonna sonora (chi fosse interessato me la chieda) che non si farà scordare facilmente.


Si ringrazia la famiglia Valera-Brambilla per la gentile concessione della pellicola.



"Al centro della storia sono persone semplici al limite della povertà, sulle quali nessuno scommetterebbe un soldo (si pensi ai tre musicisti che il protagonista raccoglie letteralmente dalla strada per incidere il suo disco; o al padre di lui, sempre silenzioso, che alla fine lo spinge a cercare fortuna lontano da casa), ma che ci toccano il cuore. E per farci entrare in contatto reale con loro il regista si serve della musica, che in questo caso, oltre ad essere notevolissima sia dal punto di vista dei testi (scritti veramente dal protagonista: spicca tra tutte la canzone “Falling Slowly”, che i protagonisti eseguono all’interno del negozio di strumenti musicali in quella che è probabilmente la scena più bella del film e che ha vinto il premio Oscar) che delle musiche (incredibile come la più rotta delle chitarre possa produrre armonie tanto avvolgenti), assurge ad una dimensione più elevata, distante da una semplice “colonna sonora”. Il regista infatti, che pure non gira un musical (o almeno, un musical molto sui generis), sceglie la musica come elemento comunicativo principe dell’opera, più incisivo e decisivo di ogni dialogo contenuto in sceneggiatura. Sono le canzoni che parlano dei protagonisti: lo spettatore capisce meglio i loro sentimenti
ascoltando le canzoni (puntualmente sottotitolate) che da loro vengono cantate piuttosto che dai dialoghi che si scambiano: quei versi, a volte malinconici e tristi a volte sarcastici, sostituiscono parole che non si riescono a dire altrimenti.
Adoperando uno stile estremamente asciutto e basato sulle regole più classiche del cinema d’autore (primi piani, silenzi accompagnati da sguardi intensi e prolungati, sintesi perfetta tra immagini e musiche), il regista John Carney, dal punto di vista emotivo, sa dove colpire lo spettatore con momenti di struggente malinconia (in questo senso è superlativa la scena in cui il protagonista canta una delle sue canzoni, “Lies”, mentre sul monitor di un computer scorrono le immagini della ex fidanzata che gli ha spezzato il cuore), alternando attimi di tristezza in cui la speranza sembra non trovare spazio ad altri in cui, quasi, si gioisce per i protagonisti e per quanto sanno essere “veri”.
Un film piccolo ma grande nella sua disarmante semplicità, come la vita che vuole – e riesce – a raccontare. Semplicità che prende il volo nello splendido e sorprendente finale, in un’ultima inquadratura che sarà davvero difficile da dimenticare. Che dà il senso di un film dove, per una volta, un sentimento non porta a un’avventura «senza seguito» ma a aiutare due persone che si stavano perdendo a ripartire, ritrovando, anche con un po’ di sofferenza e sacrificio, la propria strada."

The wrestler

...e puntualmente ecco il link dove potete scaricare la canzone (in pessima qualita):

http://www.megaupload.com/?d=MPA26YYM

buon ascolto!

Thursday, September 04, 2008

ansa

Bruce Springsteen ha accettato la richiesta del regista indipendente americano Darren Aronofsky di firmare una canzone per la colonna sonora del suo prossimo film "The wrestler" con Mickey Rourke.
Il brano scritto dal Boss, una ballata acustica inedita intitolata "The wrestler", accompagnerà i titoli di coda della pellicola attualmente in concorso al Festival del Cinema di Venezia che uscirà in Europa il prossimo 5 settembre. Il regista Aronofsky ha inoltre scritto sul suo blog che "Springsteen ha saputo catturare veramente lo spirito del film e del personaggio di Mickey".

Tuesday, September 02, 2008

Sunday, July 27, 2008

BUONE VACANZE !!!


Twist and Shout, Barcelona ,20-7. from Willem on Vimeo.


(notare sul maxi-schermo, attorno al min. 6, Evan Springsteen, il primogenito, accanto al padre con la chitarra)

Friday, July 25, 2008

Bionaz


Tuesday, July 22, 2008

Il Buio Fuori

Dove devi andare?
Seguo la strada, sono in viaggio.
Per dove?
Be'. Non so, non sto andando in nessun posto in particolare.
La vecchia sollevò la faccia da elfo e la scrutò con occhi scoloriti dagli anni. Le mani sottili e nodose con cui stringeva il manico della zappa si aprivano e si chiudevano. Magari stai andando in parecchi posti in particolare, allora, commentò.
No, signora. In nessun posto speciale. Sto cercando qualcuno.
E chi è?
Qualcuno e basta. Un tale.
Gli occhi della donna scesero sulla pancia di Rinthy, poi risalirono. La ragazza si raddrizzò e si infilò sotto un braccio il fagotto con le sue cose.
Un tale, ripetè la donna. E dov'è?
Magari lo sapessi.
La vecchia annuì. E' un mondo piuttosto grande, questo, per mettersi a cercare qualcuno così.
Verità sacrosanta.
Comunque, buona fortuna.
Grazie.
La vecchia annuì di nuovo e battè piano la terra con la zappa.

(da: "Il buio fuori", Cormac McCarthy)

Thursday, July 10, 2008

So let the games start, you better run you little wild heart

(The price you pay, BS)
http://www.pointblankmag.com/uploaded_images/oslo1rene-751954.jpg

Wednesday, July 09, 2008

citazione

Uno dei pezzi piu belli del libro 'Non e' un paese per vecchi', di McCarthy, la riflessione finale dello sceriffo:

"Quando uscivi dalla porta sul retro di quella casa, da un lato trovavi un abbeveratoio di pietra in mezzo alle erbacce. C'era un tubo zincato che scendeva dal tetto e l'abbeveratoio era quasi sempre pieno, e mi ricordo che una volta mi fermai li, mi accovacciai, lo guardai e mi misi a pensare. Non so da quanto tempo stava li. Cento anni. Duecento.Sulla pietra si vedevano le tracce dello scalpello. Era scavato nella pietra dura, lungo quasi due metri, largo suppergiù mezzo e profondo altrettanto. Scavato nella pietra a colpi di scalpello. E mi misi a pensare all'uomo che lo aveva fabbricato. Quel paese non aveva mai avuto periodi di pace particolarmente lunghi, a quanto ne sapevo io. Dopo di allora ho letto un po' di libri di storia e mi sa che di periodi di pace non ne ha avuto proprio nessuno. Ma quell'uomo si era messo li con una mazza e uno scalpello e aveva scavato un abbeveratoio di pietra che sarebbe potuto durare diecimila anni. E perchè? In cosa credeva quel tizio? Di certo non credeva che non sarebbe mai cambiato nulla. Uno potrebbe anche pensare questo. Ma secondo me non poteva essere così ingenuo. Ci ho riflettuto tanto. Ci riflettei anche dopo essermene andato da li quando la casa era ridotta a un mucchio di macerie. E ve lo dico, secondo me quell'abbeveratoio è ancora li. Ci voleva ben altro per spostarlo, ve l'assicuro. E allora penso a quel tizio seduto li con la mazza e lo scalpello, magari un paio d'ore dopo la cena, non lo so. E devo dire che l'unica cosa che mi viene da pensare è che quello aveva una sorta di promessa dentro al cuore. E io non ho certo intenzione di mettermi a scavare un abbeveratoio di pietra. Ma mi piacerebbe essere capace di fare quel tipo di promessa. E' la cosa che mi piacerebbe più di tutte."

Tuesday, July 08, 2008

Se questo e' il simbolo di una citta'...

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/64/Manneken_Pis_(crop).jpg/617px-Manneken_Pis_(crop).jpg
Questa statua è il simbolo dell'indipendenza di spirito degli abitanti di Bruxelles. Si tratta di una fontana che rappresenta un piccolo ragazzo che sta urinando. Le parole Manneken Pis significano in bruxellese il ragazzetto che fa pipì.

L'origine della statua non è accertata. Numerose leggende circolano su di lui. Fra esse una descrive un bambino che avrebbe estinto, a suo modo, la miccia di una bomba con la quale i nemici volevano dare fuoco alla città; un'altra, un bambino perso che sarebbe stato trovato da suo padre, ricco borghese di Bruxelles, nella posizione che si immagina.

Friday, July 04, 2008

Someday our ocean will find a shore

(Nick Drake)

Wednesday, July 02, 2008

Qualche nostra foto















































E-STREET-....................




Monday, June 30, 2008

Milano

Thursday, June 26, 2008

Hungry Heart, 25-06-2008

La nostra giornata inizia alle 6,30, quando ci svegliamo e, un po'assonnati, ci avviamo verso lo stadio S.Siro; li arriviamo verso le 8 e dobbiamo fare i conti con 670 persone che sono arrivate prima di noi. Ma io, Pusa, Massi non ci arrendiamo e verso le 11 otteniamo il braccialetto che ci consentirà di entrare nel 'pit', la zona davanti al palco di Bruce. Decidiamo che non vale la pena stare insieme agli altri a farsi la giornata in coda sotto il sole (i primi (folli) erano in coda da sabato mattina, 4 giorni prima, ndr), perciò andiamo nella nostra ormai usuale base d'appoggio, la casa di Massi a Milano. Alle 16,30 siamo carichi, si parte per lo stadio dove troviamo una comoda posizione proprio davanti al microfono del Nostro.

Ore 20,40: i ragazzi entrano sul palco e Bruce inizia dicendo, in italiano: "Ciao Milano, fa abbastanza caldo? Fa abbastanza caldo? Con noi ne farà ancora di piu" (vedi video). E si parte. «Summertime Blues», una cover. Quindi «Out in the Street», potentissima, durante la quale si avvicina a una ragazza del pubblico con un cartello "kiss the italian girl", e a questo punto non se lo lascia ripetere 2 volte.. Una scaletta da paura, "None but the brave" lascia tutti a bocca aperta, poi «Darkness on the Edge of Town»,«Prove it all night» «Hungry Heart» (se non la fa qua dove puo farla?). Fin qui tutto bellissimo, anche se non aggiunge nulla a quello che ho gia visto altre volte. Ma quando arriva il momento di «Racing in the street» mi sembra come la prima volta che vedo Bruce, penso:"per questo è valsa la pena venire stasera".
Il concerto procede fino agli encores, nei quali spicca "Detroit Medley", incredibile, e la grande «Rosalita», come nel 2003.
Si arriva infine a «American Land», che chiude tutti i concerti di questo tour.
Durante la presentazione Bruce presenta la band: "Milano, you've just seen the greatest r&r band of the world, the house rockin', pants droppin', earth shockin', hard rockin', booty shakin', love makin', heart breakin', legendary E Street Band"
E come dargli torto?

Stiamo gia pensando che è finita quando lo vediamo impugnare la chitarra e dire qualcosa alla band, inizia una canzone, un signore sconosciuto si volta entusiasta verso di me e mi grida in faccia "Twist and Shout, Twist and Shout!!!" ... e così è, come nel 1985, la prima volta che è venuto in Italia, e proprio a S.Siro (io avevo un anno). La cosa ha dell'incredibile: solitamente Bruce esegue 24 canzoni nelle altre tappe, e ieri a Milano quante ne ha fatte? 29. Chiude dicendo: "Milano, vi amo! Milano, vi amo!" Ma questa volta non ci tranquillizza piu come nel 2003 quando disse "Ci rivediamo ancora". Forse è l'ultima volta che vedremo leggendaria E-Street Band. Ma come i grandi campioni, è meglio uscire da vincitori.

Il concerto era iniziato prima del previsto perchè, date le nuove regolamentazioni, tutti gli spettacoli devono chiudere tassativamente entro le 11,30. Invece ieri Bruce ha smesso a mezzanotte meno cinque, fregandosene e facendo un concerto di 3 ore. A 59 anni.

Come ha detto l'amico Frank D'Acri, "spero che non rimanga solo un bel ricordo. Sarò un ragazzino, ma spero che Bruce in qualche modo abbia a che fare con il mio destino di uomo. Spero che la sua musica non sia solo una menzogna. Spero che al di là dell'anticamera ci sia "The Promised Land". Ci spero e lo credo."


Settimana prossima le nostre foto.

Carlo


Friday, June 20, 2008

Nel mio Ipod ora

Giovanni Allevi - Evolution (2008)
Dave Matthews Band - Under the table and dreaming
Dave Matthews Band - Busted Stuff
Eddie Vedder - Into The Wild
Tom_Waits_Franks_wild_years_1987
Tom Waits - Closing Time
Tom Waits - Foreign Affairs
Bruce Springsteen & the E Street Band - Hammersmith Odeon, London '75 [2006]

Friday, June 06, 2008

Oggi: Party a base di birre belghe e formaggio in laboratorio.

Ho provato:

Chimay Rouge
Chimay Bleue
Chimay Blanche
Leffe Brumhttp
Hoegaarden
Achouffe (http://www.achouffe.be)

Thursday, June 05, 2008

http://www.mediafire.com/?mamxjmt1mjz
http://www.mediafire.com/?i1mjbnmb9nx

Cool applet for sp* hybridization

CLICK HERE


E se vuoi vedere cosa succede quando "sali" l'acqua per la pasta,

click here

(non scordarti di zoomare)

webcam LLN

http://www.sri.ucl.ac.be/webcam/universite10s.html

avviso

Buongiorno a tutti,

vi informo che forse ho un biglietto in piu' per il concerto del 25-06-08.

Se qualcuno fosse interessato puo contattarmi e gli faro' sapere se il biglietto e' disponibile.

Wednesday, June 04, 2008

Harry Scott London Backstreets


Tuesday, June 03, 2008

I drop the needle and pray



"Waitin' for the shout of the crowd..."

Monday, June 02, 2008

Photobucket

Thursday, May 29, 2008

Il programma di domani:

Ci sarà una conferenza dei vari gruppi che lavorano qui a Louvain: