Wednesday, March 30, 2011

Good (boss related) news

http://eatoniano.files.wordpress.com/2010/03/taz_perplesso.jpg

Troppi rumours in troppo poco tempo rischiano di creare confusione... Allora, cerchiamo di calmarci e fare un po' di chiarezza.

Notizia n.1: una decina di giorni fa Little Steven (Fig. 1), in un'intervista, dice di credere che Bruce stia scrivendo delle canzoni per un album acustico; cio, a detta sua, non lo stupirebbe, dato che il Nostro è un artista produttivo e ha sempre tanto materiale in cantiere.

Commento: ok, fin qui possiamo evitare di scaldarci. Sono considerazioni ragionevoli, ma non supportate da alcun fatto. Finora siamo ancora nel campo della fede.
http://www.exposay.com/celebrity-photos/steven-van-zandt-2008-nfl-super-bowl-xliii-WSuatR.jpg (Foto n.1: Little Steven)

Notizia n.2: Il batterista Matt Chamberlain (uno dei più noti session men americani, che ha suonato con un bel pò di solisti/gruppi importanti), ha scritto su Twitter il 26 marzo che ha ricevuto una chiamata di Springsteen per suonare con lui. "Quando il Boss ti chiama, tu devi andare". Il giorno successivo ha scritto "oggi vado in New Jersey per registrare con quel tipo di là, sono molto eccitato".


Commento: allora, le cose iniziano a farsi serie. Innanzitutto tale Matt Chamberlain non è propriamente l'ultimo arrivato, e non credo avrebbe vantaggio a scrivere notizie false. Ora ci chiediamo: ma che caxxo c'entra Chamberlain con Bruce? Beh, qui entra in gioco la gallinaccia rossa, sì proprio lei, Patti, o meglio Mrs Springsteen. Eh si, perchè ogni tanto anche a lei piace giocare a fare la cantante e pubblicare qualche disco (ok, lo ammetto, ho fatto l'errore di comprarne uno anni fa, accidenti a me!). Il produttore di uno dei suoi ultimi 'lavori' si chiama Ron Aniello (il quale tra l'altro è stato visto di recente in compagnia del Nostro, ndr.). E con quale batterista collabora lo zio Ron?? Ta-da!!! Proprio con Matt Chamberlain!

Tutto ciò potrebbe indicare che Bruce sta registrando un nuovo disco nel suo delizioso studio casalingo (Fig. 2), stavolta con altri musicisti.
http://i16.photobucket.com/albums/b35/bdboyml/nightline34.jpg(Fig 2. Bruce nel suo studio casalingo)
Allora, basta tutto questo a farvi scaldare il sangue nelle vene? No???
Va bene, giochiamoci allora l'ultima carta:

Notizia n.3: di recente, su un sito svedese, è comparsa questa notizia:
"At the end of May there will be an official press release on a Springsteen solo album. The album will be released between 20-27 September. A small tour might follow, with a few dates in Europe, with start ...in October and ends in December. Furthermore there will be E Street Band album in mid-2012 and will including a world tour."

Notizia bufala? o forse no?
A questo punto mi ritiro, lasciando al lettore ogni possibile commento.

Friday, March 25, 2011

Bruce Springsteen & Flannery O’Connor: la salvezza in badland and darkness

Nel 1978 esce Darkness On The Edge Of Town, il quarto disco di Springsteen. Il primo era apparso nel gennaio del ’73, Greetings From Asbury Park, N.J. Con Born To Run, uscito nel 1975, Springsteen aveva assaporato la realizzazione del suo sogno di successo, ma ecco che si accorge di non voler viverci dentro in quanto esso è soltanto «un’illusione di salvezza». E quindi la domanda: «Dov’è che sta bene l’uomo con la sua chitarra? Qual è il mio posto nel mondo?». La domanda apre scenari cupi e sequenze notturne in bianco e nero dai forti contrasti. L’obiettivo non è puntato sulla fuga, ma sulle difficoltà del percorso. Le frasi sono più sobrie e meno complesse rispetto a quelle del disco precedente e generano sintetiche pennellate. Il linguaggio della fede diventa strumento per dire l’esperienza umana. In Adam Raised A Cain – ispirata al romanzo East of Eden di Steinbeck – Springsteen canta il suo rapporto con il padre parlando di un peccato ereditato e del venire al mondo pagando/ per i peccati del passato di qualcun altro.
La poetica di Sprinsteen suona in consonanza con quella della O’Connor. Jon Landau, recensore della rivista Rolling Stone e poi suo manager, gli aveva consigliato di leggere le opere della scrittrice. Fu per lui una «grande, grande rivelazione». Questa lettura maturata alla soglia dei 30 anni produsse un notevole effetto. Springsteen si appassionò al racconto A Good Man Is Hard To Find, tanto che scrisse una canzone con lo stesso titolo. E si appassionò anche  del romanzo Wise Blood, oltre poi che della versione cinematografica realizzata da John Huston nel 1979. Proprio Hazel Motes, il protagonista di questo romanzo, afferma che «nessuno ha bisogno di giustificazioni se va in giro con una buona macchina». Questa frase potrebbe essere messa sulla bocca dei personaggi delle canzoni di Springsteen: tutti sono, infatti, realmente o metaforicamente, lanciati su una strada, su una macchina che è luogo di giustificazione, di assoluzione, di redenzione. Il mondo dei personaggi del Boss è un mondo cupo: se per la O’Connor la grazia agisce «in un territorio tenuto in gran parte dal diavolo», così anche per Springsteen: ogni forma di grazia possibile si trova soltanto in badlands (bassifondi) e darkness (oscurità), per usare due delle tante metafore possibili. La luce brilla solamente se ci sono tenebre. Darkness On The Edge Of Town lascia l’uomo inchiodato alla propria condizione radicale, il peccato, ma la tensione, seppure orizzontale, è verso una redenzione: correremo/ fino al mare/ E laveremo questi peccati dalle nostre mani (Racing in the street). Sono un uomo – afferma ancora in The Promised Lande credo in una terra promessa.
Nel 1982, quando sul mercato dominano videomusica ed elaborazioni postmoderne e frizzanti, Springsteen esce con l’album Nebraska, che fu definito «risolutamente e provocatoriamente fuori moda» per il «cantato monotono e semplice, la musica essenziale, lenta e disadorna». Scrive Springsteen: «A casa, proprio prima di registrare Nebraska, lessi Flannery O’Connor. Le sue storie mi facevano pensare all’inconoscibilità di Dio e suggerivano una spiritualità tenebrosa che, a quel tempo, trovava risonanza con i miei stessi sentimenti». Le canzoni sono presentate nella forma acustica provvisoria senza arrangiamento elettrico. In scenari sbiaditi vengono messi a fuoco i fallimenti umani: «La chitarra acustica, strapazzata come nei peggiori salotti folk, trova solo nell’armonica e in qualche sporadico tappeto di tastiere le compagne con cui sostenere parole sempre amare e pesanti». Nebraska, ha affermato Springsteen, «contiene l’atmosfera della mia gioventù, così come la sentivo, da quando ero un bambino a quando ero adolescente».
A partire da questa esperienza, sviluppa in termini simbolici un’implicita poetica del peccato, che egli accetta più facilmente della promessa del paradiso. La canzone My Father’s House dice il ritorno di un figlio alla casa del padre e il modello implicito è quello del figlio prodigo. Ma la conclusione è amara: il padre si è trasferito o non c’è più e la casa resta fredda e isolata/ Splendendo al di là di questa scura autostrada dove i nostri peccati/ giacciono non espiati. Il Boss sembra escludere un intervento dall’alto, perché l’unica direzione possibile è quella orizzontale, della strada: l’unico perimetro in cui all’uomo è dato vivere. Dopo tragedie della follia, immagini di vuoto, desolazione, galera ed esecuzioni, l’ultima preghiera è un urlo secco e acuto: liberami dal nulla (State Trooper). Tuttavia Nebraska riesce a distillare anche parole di compassione (cfr Highway Patrolman) e speranza, come quelle che albergano nelle lunghe strofe di Reason To Believe. Alla fine, nonostante le tragedie quotidiane, c’è sempre quella cieca, incomprensibile speranza che porta i personaggi a credere che alla fine/ di ogni giorno guadagnato duramente/ la gente trova qualche/ ragione in cui credere. Con la stessa paradossalità di Flannery.

 di: Antonio Spadaro

Wednesday, March 16, 2011

EDDIE VEDDER - Longing to belong - Desideroso di appartenere


Eddie Vedder - Longing to Belong

E' ormai abbastanza diffusa la notizia dell'uscita del nuovo album solista di Vedder prevista per l'11 maggio (anche se alcuni dicono sia prevista per giusgno). 
Questo disco (che viene considerato il seguito di Into the Wild) sarà completamente acustico e suonato con l'ukulele (come appare chiaro anche ascoltando Longing To Belong, dove la voce e l'ukulele di Vedder sono accompagnate soltanto da un violoncello). 
QUI un ascolto in streaming dell'ottimo primo singolo.

Track list del disco: 
Can't, Rise of Earth, Fresh Warm Food, Sundown, Longing to Belong, Understanding, Try Some Stuff, Satellite, Washer, Kewl Milk, Stand, Brokenhearted, Maps, Angels, Goodbye.

Thursday, March 10, 2011