Sunday, June 24, 2012
Friday, June 22, 2012
Saudade
"Tutti noi abbiamo provato dentro
di noi quella che i portoghesi chiamano saudade, che si traduce in
un'inspiegabile desiderio, in un'anonima ed enigmatica brama dell'anima,
ed é quel sentimento che vive nei regni dell'immaginazione e
dell'ispirazione ed é il terreno fertile per la canzone triste, la
canzone d'Amore. Saudade é il desiderio d'essere trasportati
dall'oscurità fino alla luce, di essere toccati dalla mano di colui che
non é di questo mondo. La Canzone d'Amore é la luce di Dio, giù nel
profondo, che si fa largo tra le nostre ferite"
(Nick Cave)
(Nick Cave)
Thursday, June 21, 2012
Sunday, June 17, 2012
Pizzeria da g̶̶e̶̶n̶̶n̶̶a̶̶r̶̶ Carlo
E' tempo di dedicarsi alla cucina qui a San Sebastian. E cosa c'è di meglio di una pizza fatta con materie prime naturali e genuine a kilometro zero? Una pizza rustica, dai bordi irregolari che ricordano le nostre coste, arricchita da foglie di basilico cresciuto all'aria marittima. Ho rubato la semplicità dei sapori antichi per proporre un prodotto che affonda le radici nella sapienza di un tempo.
Saturday, June 16, 2012
Thursday, June 14, 2012
L’angelo di Reims
Sei pronto?
l’angelo sorride
lo chiedo, anche se so
che certo tu sei pronto
(...)
ma tuttavia
in questa rosea pietra sgretolata
levando il braccio
scheggiato dalla guerra mondiale
consentimi tuttavia di ricordarti:
sei pronto?
Alla peste, alla fame, all’ira che si abbatte su di noi?
Certo, è tutto importante, ma non è di questo che voglio parlarti
Non è questo che ho il dovere di rammentarti.
Non per questo sono stato inviato.
Io ti dico:
tu
sei
pronto
a una felicità incredibile?
Ol’ga Aleksandrovna Sedakova
l’angelo sorride
lo chiedo, anche se so
che certo tu sei pronto
(...)
ma tuttavia
in questa rosea pietra sgretolata
levando il braccio
scheggiato dalla guerra mondiale
consentimi tuttavia di ricordarti:
sei pronto?
Alla peste, alla fame, all’ira che si abbatte su di noi?
Certo, è tutto importante, ma non è di questo che voglio parlarti
Non è questo che ho il dovere di rammentarti.
Non per questo sono stato inviato.
Io ti dico:
tu
sei
pronto
a una felicità incredibile?
Ol’ga Aleksandrovna Sedakova
Wednesday, June 13, 2012
Rhythm and Repose (2012)
“Quando
canti con il cuore non ci sono note sbagliate.” Chi ha fatto questa
affermazione è Glen Hansard, e nessuno più di lui può dirlo. Lui
che abbandonò la scuola per andare a fare il “busker”, ovvero il
cantante di strada, per le strade di Dublino. Le ferite e le
lacerazioni fisiche impresse nella sua fedele chitarra possono ben
rappresentare quelle che ha vissuto lui in quel periodo, la sua
immersione nelle miserie e nelle fatiche umane. Dopo molti anni che
lo hanno visto leader dei Frames,
gruppo rock irlandese, varie vicende della vita lo
portano a conoscere la cantante ceca Marketa Irglova. I due nel 2006
hanno girato il film indipendente Once in cui interpretano se
stessi e la loro storia d'amore con una delicatezza ed un reciproco
rispetto davvero inusuale in questi tempi. Il premio Oscar come
migliore colonna sonora darà lorò il successo mondiale, e sarà
seguito da tour e album del nuovo gruppo formatosi, gli Swell
Season. Dopo due bellissimi dischi, il duo si separa, forse anche
per ragioni sentimentali.
Esce
in questi giorni Rhythm and Repose, il primo disco da solista
di Glen Hansard.
Ritmo
e riposo, l'alternanza di questi due aspetti è ciò che scandisce la vita. E' un disco intenso, meditativo; in cui,
come suggerisce il titolo, una costante profondità tutta irlandese
viene illuminata da rari sprazzi di esplosione. Hansard ci parla
dell'amore tra uomo e donna e del desiderio, della tristezza, e della
malinconia che ne derivano. Una malinconia che deriva dalla necessità
di trovare un tu a cui rivolgersi. Infatti ci parla di uomini che
smarriscono la strada, e cercano una via per ritrovarla. Come nella
splendida Bird of sorrow:
Hai
sprecato più di quanto si possa prendere in prestito,
hai
scommesso le tue gioie sul domani
nella
speranza che qualcuno ritorni
mentre
intorno tutto sta andando a fuoco
Può
un amore perso ritrovarsi? Si può ritrovare “un cuore buono”
pronto ad amarti nonostante i tuoi sbagli, si chiede il cantante?
Nonostante l'incertezza e la paura io rimango qui, risponde,
aggrappandomi alla mia piena fede.
In
Philander nonostante il difficile rapporto con la persona
amata il protagonista dice, quasi come una promessa e una richiesta
di redenzione:
And I'm always gonna love you
And I'm never gonna stray
Cercherò
di essere migliore, non mi allontanerò più.
Incontriamo
anche canzoni più spensierate, come la deliziosa Love don't leave me waiting, che scorre piacevole come una brezza estiva. Qui la voce
di Glen Hansard si fa più delicata, e una azzeccata sezione di fiati
contribuisce a fare il resto.
Probabilmente
High Hope è la vera perla del disco. Come la definisce
l'autore, è una canzone che parla della possibilità nel futuro di
incontrare di nuovo una persona persa. Troviamo al suo interno
riecheggiare l'evangelico “perdere tutto per guadagnare sè
stessi”:
'Cause
I've been living in a half-life
Not
sure which way to turn. Why must a man
lose
everything to find out what he wants
Dal
punto di vista musicale, in questa canzone troviamo l'impatto sonoro
più forte del disco, in cui la potenza della voce di Glen Hansard si
sprigiona come un grido intenso ed espressivo capace di travolgere lo
spettatore:
I'm
gonna see you there.
There.
(After all we've seen, we can do anything)
There.
(Where the good times come, where we are forever young)
There.
(Where the heart is strong, where you come forevermore)
There.
(Where we can be. Where we can be natural)
There.
(I'm gonna see you there.)
“Dopo
tutto quello che ci è capitato, troveremo un posto dove essere per
sempre giovani, dove tu arriverai per sempre, dove finalmente potremo
essere naturali”. E' un grido che anela a qualcosa di eterno,
richiamando ad una speranza che in tutto il disco non manca mai. La
tristezza infatti non cede mai alla disperazione, perchè c'è sempre
un punto da cui ripartire, anche nei momenti più tragici. Come
avviene in Song of good hope, dedicata ad un amico che non c'è
piu.
Starai
bene amico, ci sono solo dei fiumi e dei torrenti
tra
te e ciò che desideri.
Guarda
i segni che ci sono. Capirai cosa significano.
Starai
meglio. Solo stammi vicino,
e
possa questa canzone di speranza buona accompagnarti attraverso
tutto.
“Speranza”
sembra essere la parola più ricorrente in tutto il disco. Per questo
l'altra faccia della tristezza che ci viene raccontata è la
bellezza. Non una qualunque, ma una bellezza durevole ed
inossidabile. Il canto di Glen Hansard è un “canto di buona
speranza”. Per meno di questo non vale la pena di ascoltare musica.
Friday, June 08, 2012
Sono piu vecchio di Bruce
Si, perchè quando dopo 3 ore e 50 minuti di concerto ero sfinito, quasi ti avrei chiesto io di smettere. Ma come fai a 63 anni ad avere l'energia per continuare? E fare quasi 4 ore di concerto e 33 canzoni? Hai dato tutto, hai corso, hai saltato, hai ballato, hai recitato, incitato, sculettato, urlato... Va bene, come hai detto tu Milano e San Siro in particolare sono la tua platea preferita, ma io non mi aspettavo una cosa cosi. Mi aspettavo un gran concerto, ma nulla di troppo diverso dai molti che ho visto in passato. E mi hai fregato ancora. Sei riuscito ancora una volta a rendere epica una serata. A farti capire che i sogni, le speranze, la storia del rock si sta svolgendo in quel preciso istante di tempo e in quel preciso luogo dove ti trovi tu ad ascoltare.
Per carità, Bruce, le tue canzoni "da stadio" (le varie Dancing in the Dark, Hungry Heart, Cadillac Ranch...) sono divertenti, viste tante volte, ma io preferisco il tuo altro lato, quello piu intimo. E devo dire che è venuto a galla quando ti sei messo al pianoforte a fare "The Promise", da pelle d'oca. Che ci parla di quella speranza che tu ci inviti sempre a stringere con i pugni. Che regalo, grazie.
E che dire del momento in cui 60mila persone erano con le mani in aria a cantare con te:
"...with these hands
I pray Lord..."
O quando, con fare da affettuoso papà, hai tirato sul palco quella bimba facendola cantare di fronte a 70 mila persone, rassicurandola e cantandole nell'orecchio?
Io ero li davanti, nelle prime file. Probabilmente non mi hai visto, ma so che nel salutare negli occhi le persone poco più avanti era come se volessi ringraziare individualmente ciascuno dei presenti, e soprattutto di quelli che ti considerano un vecchio amico e compagno di viaggio.
Non pensavo che avrei scritto riguardo a questo concerto. Ma mi hai fatto cambiare idea.
PS. E se volete leggere quello che non sono riuscito a scrivere in queste poche righe, fidatevi, leggete qua.
"[Bruce] ci ha ritrovati ieri sera ad affermare che sì, in un mondo che stritola ogni giorno sempre di più speranza e amore e ideali, questa musica e certe canzoni possono davvero essere la piattaforma da cui ripartire ogni giorno, sono uno spazio di autentica libertà dove l'uomo può ritrovare se stesso e la consistenza dei suoi desideri. Lo si è capito quando stringeva la manina di quella bambina emozionata davanti a 70mila: altro che sesso e droga. Ieri sera era solo rock'n'roll, e del migliore. E ci ha resi uomini migliori." (P.Vites)
Hai riportato il rock a quella sua dimensione messianica delle origini, Bruce.
Ora capisco perchè una serata come questa ha a che fare con la redenzione.
foto fatta ieri, non rende giustizia alla nostra vicinanza
con "Professor" Roy Bittan:
con Gary W. Tallent:
Con Bruce: (spero presto...)
Ps. è stato il 2 concerto piu lingo della storia di Bruce Springsteen, secondo solo al New Year's Eve concert al Nassau Coliseum, December 31, 1980
Per carità, Bruce, le tue canzoni "da stadio" (le varie Dancing in the Dark, Hungry Heart, Cadillac Ranch...) sono divertenti, viste tante volte, ma io preferisco il tuo altro lato, quello piu intimo. E devo dire che è venuto a galla quando ti sei messo al pianoforte a fare "The Promise", da pelle d'oca. Che ci parla di quella speranza che tu ci inviti sempre a stringere con i pugni. Che regalo, grazie.
E che dire del momento in cui 60mila persone erano con le mani in aria a cantare con te:
"...with these hands
I pray Lord..."
O quando, con fare da affettuoso papà, hai tirato sul palco quella bimba facendola cantare di fronte a 70 mila persone, rassicurandola e cantandole nell'orecchio?
Io ero li davanti, nelle prime file. Probabilmente non mi hai visto, ma so che nel salutare negli occhi le persone poco più avanti era come se volessi ringraziare individualmente ciascuno dei presenti, e soprattutto di quelli che ti considerano un vecchio amico e compagno di viaggio.
Non pensavo che avrei scritto riguardo a questo concerto. Ma mi hai fatto cambiare idea.
PS. E se volete leggere quello che non sono riuscito a scrivere in queste poche righe, fidatevi, leggete qua.
"[Bruce] ci ha ritrovati ieri sera ad affermare che sì, in un mondo che stritola ogni giorno sempre di più speranza e amore e ideali, questa musica e certe canzoni possono davvero essere la piattaforma da cui ripartire ogni giorno, sono uno spazio di autentica libertà dove l'uomo può ritrovare se stesso e la consistenza dei suoi desideri. Lo si è capito quando stringeva la manina di quella bambina emozionata davanti a 70mila: altro che sesso e droga. Ieri sera era solo rock'n'roll, e del migliore. E ci ha resi uomini migliori." (P.Vites)
Hai riportato il rock a quella sua dimensione messianica delle origini, Bruce.
Ora capisco perchè una serata come questa ha a che fare con la redenzione.
foto fatta ieri, non rende giustizia alla nostra vicinanza
con "Professor" Roy Bittan:
con Gary W. Tallent:
Con Bruce: (spero presto...)
Ps. è stato il 2 concerto piu lingo della storia di Bruce Springsteen, secondo solo al New Year's Eve concert al Nassau Coliseum, December 31, 1980
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