Friday, April 28, 2006

IL MIO CONCERTO: racconto di una splendida giornata

Dopo 15 ore (notte compresa) passate a Milano in galleria per riuscire a prendere i biglietti, e una giornata di attesa per entrare nel PIT, la zona riservata a 200 (...!!!...) persone davanti al palco, ecco che aprono i cancelli: una corsa sfrenata, e siamo sotto il palco. Io, Pusa, e il terzo “Bruce brother” acquisito; Massi. Si attende un’ora e mezza scandita da canzoncine che non fanno altro che aumentare il mio nervosismo, ed ecco....

Luci spente, sfondo fucsia-violetto, 4 lampadari giganti e un disastro di strumenti accatastati in ogni angolo del palco. Si intravede Bruce che saluta ogni componente della band prima che salga on stage. Ed Manion, Soozie Tyrell, Lisa Lowell, Patti Scialfa.. Il totale dei presenti sul palco dovrebbe ridursi a 18, ma non avrò modo di contarli. Entrano, che casino."Ciao Milano! Ciao Italia!". E imbraccia la chitarra folk che gli arriva sopra la vita.
Jesse James. Prima volta che attacca un concerto con questa canzone. E francamente sul ritornello ho già perso buona parte delle corde vocali. Finalmente è tornata una canzone su un fuorilegge dal cuore d'oro. E l'odio per il dirty little coward che l'ha ammazzato me lo trascina fuori dallo stomaco. Assoli di banjo e violino...era da tanto che avrei desiderato sentire una musica cosy country!
"Come state? E' bello essere qui di nuovo...stasera ci divertiamo."O Mary don't you weep. Qualche ricamo al piano, poi il violino e la tromba... poi 12000 persone a dire a Maria di non piangere, che l'esercito del Faraone è annegato. E alla fine Bruce che incita il coro scatena il boato. Io non mi aspettavo di sentirmi già così coinvolto nella serata, eppure non riesco a fermarmi...e penso che la sensazione sia diffusa. Finisce il violino, riparte la batteria.Johnny 99. Questa non mi dispiace...ma ci vuole un po di tempo per iniziare ad abituarmi.
"A true story of a man against a machine..."John Henry Quando poi Bruce finge di roteare il martello in aria a mo' di Thor spiegando al capitano che il tuono che sente non è altro che il suo martello nell'aria...
Bruce aggiunge una strofa sul corpo di John Henry che era troppo grande per essere contenuto in una bara, Patti si unisce al microfono quando parlano di Polly che picchia l'acciaio come un uomo...e cazzo, si sente ancora John Henry che picchia il suo martello..."Questa è una canzone sulla lotta per i diritti civili."Eyes on the prize. Tieniamo gli occhi fissi sulla ricompensa che ci spetterà. Canzone bellissima, che dopo il concerto ho rivalutato.
"Now, I know the Italians don't like to sing..." Risate generali..."This a 150-year-old Bob Dylan's song"Old Dan Tucker. Pandemonio. Cori a non finire...Ogni volta che deve partire il ritornello non fa in tempo ad aprir bocca che già cantano tutti. Alla fine, Bruce scappa un "Bellissimo..."Vede lo storico striscione con scritto "Thanks Adele"(la mamma di bruce, italianissima) e bofonchia "Momma...". Parte il coro "Adele-Adele" e lui ridendo dice che le porterà i nostri saluti.Cadillac Ranch-Mystery Train. WOW!
"A song written in 1905"....Erie Canal. Parte un bell'ohohohoh...
"Questa è una canzone scritta durante la grande depressione americana."My Oklahoma Home. Il "Blown away!" gridato è d’obbligo!
"Ecco una donza per voi..." Risate. Cos'è che ha per noi??? "That's right, a waltz..." e se la ride.If I should fall behind. In duetto con la moglie Patti.
"Questa è una canzone irlandese contro la guerra, scritta nel milleottocentoquindìci". Risate per l'accento. "Eighteen-fifteen". Risate di Bruce.Mrs McGrath. Silenzio. Canto solo il too-riaaa-foldiddlediaaaa finale...con tutto ciò che transita dalle parti della mia gola."La prossima canzone parla della tragedia a New Orleans". Bruce ha tenuto la prima strofa e riscritto le 3 successive di una canzone di Blind Alfred Reed."How can a poor man stand such times and live?". L' avrò sentita solo un paio di volte, chiaramente nella versione di Bruce. Ed è bel-lis-si-ma....grandiosa, aggressiva, sofferta.
"We are climbing Jacob's ladder...dove vogliamo arrivare (la nostra META)...ci si arriva gradino dopo gradino” come ha fatto Giacobbe nel sogno. L'unico che riesce a far esplodere il Forum, a far cantare tutti i dodicimila-quasi-dodicimilaecinque presenti, ma non solo a farli cantare, anche a farli sgolare e svuotare di energie residue, cantando "stiamo salendo la scala di Giacobbe e saliamo sempre più in alto gradino dopo gradino", bè l'unico è Bruce. Io e Pusa ci siamo portati 2 manone gonfiabili (di quelle usate per salutare Ratzinger a Colonia...), chissa mai che Bruce ci noti; preso dall'esaltazione, me le infilo entrambe, e inizio a batterle per aria. Ed ecco arrivare un momento che non scordero' piu': Bruce si affianca a Soozie mentre lei fa un assolazzo di violino, proprio davanti a me, alza lo sguardo, mi nota, e ammiccando mi saluta con un sorriso compiaciuto............... "Cazzo, Bruce mi ha salutato!!!!" Da li in poi il mio concerto prende tutta un altra piega. Bruce, chitarra sulle spalle, fa alzare tutti dalle seggioline, ed è uno spettacolo imponente vedere tutto il Forum in piedi a ballare con le braccia alzate.
"Forse questa è la canzone di protesta politica più importante mai scritta." Poi rompe un po' l'atmosfera parlando dei saluti da Napoli, Sorrento (e per Patti from Sicily). Alla fine gli tocca zittire tutti.We shall overcome. In pratica il titolo significa "Vinceremo noi". Emozionante.
Open all night. Attacca il piano, sembra un pezzo charleston degli anni del proibizionismo. Bruce presenta Patti, Soozie e Lisa "from the streets of New York City...", le tre si mettono al microfono, Bruce aleggia lì intorno, e intonano (principalmente Patti) un pezzetto boogie... il testo di Open all night viene cantato da Bruce negli intermezzi tra gli assoli di buona parte degli strumentisti. Il pubblico riesce a cantare solo "Deliver me from nowhere" (e una serie infinita di oh-ohohohoh-oh-oh e di all-right)...ma che spettacolo!!
Pay me my money down. E alèè...a pubblico caldo, canzone potente. Non c'è stato un ritornello che il pubblico non abbia scandito a gran voce. Assoli da ogni parte, ho adorato il fisarmonicista quando prima del suo si è rimboccato prima una manica, poi l'altra, e infine...i pantaloni!! Non ti veniva da star zitto, proprio era impossibile, le sinapsi all'interno dell'organismo umano vanno in loop su questa canzone, e devi cantare e ballare per forza. Aveva ragione Bruce quando diceva che "Su questa canzone la gente si strapperà i vestiti di dosso!!". Tipo Ramrod dei tempi andati, si schierano tutti a bordo palco a salutare, poi escono in fila. In realtà si crea un po' di ingorgo e ne approfittano per suonare ancora un po', finchè non restano sul palco solo il batterista e il tizio col trombone da parata. Loro suonano belli esaltati, il pubblico canta bello esaltato. Bruce si siede sul piano in attesa che qualcuno si stanchi (nel frattempo io e Pusa lo guardiamo e urliamo, e lui accenna con la testa, ndr.). Poi va a congedare il trombonista. Poi sradica il batterista, che prima di mollare la scena incita la folla ad ampie bracciate. E nessuno smette di cantare. Torna fuori Bruce e, novello Riccardo Muti, dirige la chiusura del coro. "Beautiful!!"
My city of ruins. Poche parole per descrivere il capolavoro. Che Bruce ci tenga, è assodato. Che si ricordi di San Siro 2003 non lo so, ma magari...Che la gente se la ricordi, non ho più avuto dubbi dal primo "C'mon rise up!!!" ,”Avanti Risorgi!”, una preghiera recitata dodicimila percone braccia alzate...Chiudono Bruce e Patti . "Fantastico...Beautiful singing...". E' emozionato, non finge, lo si vede.
"First time, Milano...maybe never again if it stinks...if it doesn't stink, maybe again..."Ramrod. In versione che qualcuno poi definirà Texacali (l'anno scorso la versione era simile). Comunque è divertente, anche se Ramrod non è tra le mie preferite. Dai gesti che fa, Bruce sembra bello esaltato.You can look (but you better not touch). Batteria, poi casino, Bruce che finge di svolazzare. All'inizio penso parta Buffalo Gals, poi invece è la volta della vecchia gemma rivisitata. Bella, ma sai...toccare i classici...alla fine suona sempre un po' strana, e non penso sia peccato sperare di risentirla prima o poi nella versione storica. Detto questo, non si tenevano comunque le gambe ferme. Alla fine, quasi tutti lasciano gli strumenti e vengono avanti a salutare. Si rimettono ai loro posti, Bruce imbraccia la chitarra, ringrazia il pubblico italiano, che gli è sempre fedele,...poi spara il colpo a sorpresa..."Ci vediamo in autunno"...................Boato da gol dell'Italia all'85° della finale dei Mondiali...personalmente, mi è costato una settimana di mal di gola, ma cosa potevo fare??? Bruce ancora ringrazia i fan italiani "they follow me through any kind of adventure...", poi spiega che non può più stare via per molto tempo per via dei "bambinoes", ma ci vedremo ancora "in the fall".
When the saints go marching in. Il momento che mi ha piu emozionato nella serata: bruce che dice:” Una preghiera per voi che siete qui e per New Orleans”. Non ci credo....Scoppio in un “GRAZIE BROOOOCE!!!! SEI UN GRANDEEEEE!!!!!” Parte acustica, silenziosa, davvero una preghiera, non la canzone allegra che tutti ci aspettiamo; viene accompagnato dalla calda voce dell’ chitarrista nero, da favola!.
Ho la sensazione che sia finita, ma grido lo stesso "One more song!!!". Torna indietro Bruce."One more for Milano"Buffalo Gals. Festa finale!!!!!

Baricco (Novecento): "Lo era davvero, il più grande. Noi suonavamo musica, lui era qualcosa di diverso. Lui suonava...Non esisteva quella roba, prima che la suonasse lui, okay?, non c'era da nessuna parte. E quando lui si alzava dal piano, non c'era più...e non c'era più per sempre...Danny Boodman T.D. Lemon Novecento."

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