Tuesday, January 09, 2007

Il cacciatore di aquiloni
"Il cacciatore di aquiloni" K. Hosseini, edito da Piemme.

In sintesi:
Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.



"Ehi, Prof!", di Frank McCourt, edito da Adelphi.

In sintesi:
Negli anni Cinquanta, i cieli delle città americane (e anche gli schermi dei relativi cinema) pullulavano di oggetti volanti non identificati. L'oggetto che il primo giorno di scuola attraversa il cielo della classe, sotto gli occhi attoniti del professor Frank McCourt, è invece identificabilissimo - in un panino che l'immancabile mamma italiana ha farcito, a beneficio del suo pupo, con peperoni, cipolla, formaggio fuso e mortadella. Se la prima inquadratura del libro risulta quantomeno inattesa, l'epilogo della sequenza, col professore che raccoglie il panino, e lo mangia lentamente davanti alla scolaresca annichilita, è destinato a restare. A restare, e rendere il clima delle trentatremila ore di lezione che McCourt (cifre dell'autore) terrà nei tre decenni successivi, in varie scuole - tecniche e non - sparse fra Brooklyn, Manhattan e Staten Island. Per ragioni di spazio, non tutti i dodicimila rissosi, pestiferi, e quasi mai governabili studenti di McCourt compaiono qui: in compenso, l'effetto della loro fragorosa presenza sulla psiche sovraesposta del docente - ma anche sulla nostra - ispira un tassello autobiografico il cui unico limite è l'eccessiva, così sembra, brevità. E se i lettori delle Ceneri di Angela e di Che paese, l'America sanno già cosa aspettarsi da McCourt in termini di sarcasmo, empatia e comicità allo stato puro, quelli di Ehi, Prof! scopriranno come i tre elementi possano fondersi a caldo in un genere completamente nuovo, che difficilmente troverà, in futuro, epigoni all'altezza.

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